La chiesa di San Silvestro
Bagnoli del Trigno sorge su un massiccio roccioso che domina l'ampia valle del fiume Trigno e, per la sua collocazione a ridosso della roccia e per il suo aspetto caratteristico e suggestivo, viene definito la "Perla del Molise".
L'intero paese è dominato dai ruderi del castello longobardo, che si ergeva nella parte più alta dell'abitato, su un grosso masso di pietra calcarea.
Nelle immediate vicinanze del castello si scorge l'antica chiesa di S. Silvestro, con il caratteristico portale romanico-gotico e il campanile costruito sulla roccia.
Con molta probabilità la costruzione della chiesa risale ai secoli XIII-XIV, come si evince dalle caratteristiche architettoniche dell'edificio.
Non è possibile reperire notizie più precise sull'anno di edificazione, così come è difficile risalire al committente.
Sappiamo soltanto che la chiesa di S. Silvestro esisteva già prima del 1456, quando uno spaventoso terremoto arrecò ingenti danni.
La chiesa venne restaurata nel corso del XVI secolo, ma nel 1805 un nuovo sisma causò ulteriori danni, con la conseguente necessità di nuovi restauri.
L'origine del paese è sicuramente anteriore all'anno 1000.
Alcuni documenti testimoniano l'esistenza del paese già a partire dall'XI secolo, quando l'intero territorio di Bagnoli era assoggettato alla contea di Isernia.
Nei secoli XIII e XIV alcune carte diplomatiche citano il comune con il nome di "Balneoli" e "Bagnuolo", che significherebbe laghetto. Si ipotizza che, durante l'occupazione sveva, Bagnoli passò alla contea di Molise.
Sotto la monarchia angioina, nel 1269, il paese molisano fu assegnato per volontà di Carlo I a Riccardo di Montefuscolo.
Tra il 1309 e il 1415 alla proprietà del feudo di Bagnoli si susseguirono diverse famiglie, tra le quali ricordiamo gli Stendardo, i Cantelmo, i Mornile.
Nel 1430 giunsero a Bagnoli i Caldora, che detennero il feudo fino al 1442.
Nel 1520 il possedimento passò alla famiglia Sanfelice, che lo ricevette dai conti d'Avalos e lo detenne soltanto fino al 1532 quando Carlo V dichiarò Antonio Sanfelice "fellone", per aver preso le difese dei francesi, Dopo diversi passaggi di proprietà, il feudo tornò ai Sanfelice, che lo conservarono fino al 1806, anno dell'eversione della feudalità. La peculiarità della chiesa di San Silvestro è di essere "incastonata" tra due rocce che sovrastano il paese di Bagnoli del Trigno. Data la sua posizione particolare, gli unici prospetti visibili sono quelli laterali, di cui quello corrispondente alla navata di sinistra si affaccia sul dirupo, creando un effetto spettacolare.
L'ingresso si trova sul lato che corrisponde alla navata destra della chiesa. Ad esso si giunge attraversando le strette stradine del borgo antico e, nell'ultimo tratto, una ripida scalinata.
Il portale di ingresso è preceduto da quattro gradini che, secondo una iscrizione incisa su uno di essi, dovrebbe essere stata ricostruita nel 1866 per volontà di Domenico Zaccagnini.
Ai due lati il portale in pietra è arricchito da tre strette colonnine a tortiglioni unite tra loro da un unico capitello, nella cui parte centrale è scolpita l'immagine di un volto umano. Lateralmente i capitelli sono decorati a motivi floreali.
Sulle colonnine è poggiato l'architrave, sul quale è scolpita, in bassorilievo, una croce.
La lunetta del portale è arricchita da una cornice a motivi floreali, che termina con la scultura di un volto umano a sinistra e quella di un'anfora a destra.
Sullo stesso prospetto nel quale si apre il portale principale; sul fondo si trova un'altra piccola porta in legno, molto semplice. A dare luce all'interno vi sono quattro piccole finestre ovali su ogni lato.
Sulla roccia, raggiungibile tramite una stretta scalinata, si innalza il bel campanile quadrato a due livelli, di cui quello più alto presenta finestre campanarie con arco a tutto sesto. Il campanile termina con una cuspide rivestita in maiolica verde e gialla.
Entrando dal portale principale, per raggiungere il livello della chiesa si salgono sei gradini.
Sulla sinistra si incontra una stretta scalinata che porta alla zona della cantoria, nella quale si trova un organo in legno.
Anche il parapetto è in legno, decorato con l'immagine di alcuni strumenti musicali.
La chiesa è a tre navate, divise tra loro da imponenti pilastri di forma quadrangolare.
Nella navata di destra in sequenza si incontrano un crocifisso ligneo, una cappella in stucco che custodisce in una nicchia la statua della Madonna e una teca di vetro che ospita la statua di San Michele. Subito dopo la teca vi è la porta di ingresso secondaria.
Salendo due gradini si accede al presbiterio, con una cappella che accoglie la statua di Sant'Antonio restaurata nel 1907 ed altre piccole nicchie nel quale sono custodite altre piccole statue ed ex voto.
La zona dell'altare centrale è delimitata sui tre lati da una cancellata in ferro.
L'imponente altare è in parte in pietra, in parte in stucco decorato a finto marmo. Sull'altare è stata posta la statua del Cristo. In epoca recente è stato aggiunto un altare in marmo, per permettere al prete di celebrare la messa rivolgendosi ai fedeli e non più dando loro le spalle.
Dietro l'altare maggiore vi è la zona del coro, dove fino a mezzo secolo fa si trovava un coro in legno per i "dodici apostoli", membri dell'omonima congregazione. Purtroppo il coro e molti altri tesori custoditi nella chiesa, tra i quali un imponente lampadario a candele, sono andati misteriosamente perduti. Oggi la zona dietro l'altare è adibita a ripostiglio per gli oggetti necessari all'esercizio delle funzioni sacre.
Da questo locale, sulla destra, si accede alla vecchia sacrestia, in totale abbandono, nella quale è ancora affisso l'elenco dei parroci che si sono succeduti a San Silvestro e un curioso foglio nel quale sono indicate le questue che i parroci dovevano preparare nei diversi periodi dell'anno.
Alla sinistra dell'altare centrale, tramite una cancellata si accede ad un altro ambiente, nel quale è stato costruito un altare dedicato alla Madonna. Originariamente questa parte della chiesa era un giardino che dava sullo strapiombo: alcuni artigiani del luogo, membri della Congregazione dei Dodici Apostoli, hanno proceduto alla fine dello scorso secolo a creare questa stanza.
Resta ancora l'antica porta di ingresso alla chiesa, che oggi costituisce l'accesso alla zona retrostante l'altare maggiore.
Nella navata di sinistra vi sono altri tre piccoli altari, ognuno dei quali custodisce, in piccole nicchie, una statua della Madonna.
In quello centrale vi è la statua della Madonna Addolorata.
Informazioni
Il portale Romano
La casa romana è in fase di ristrutturazione, ma si può comunque arrivare fino alle soglie della stessa, dove si può ammirare in tutto il suo splendore, il portale romano.

Le foto
La sezione fotografica è in fase di manutenzione. A breve verrà ripristinata. Grazie delle collaborazione.
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